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Al via già da fine febbraio 2017 la nuova proposta educativa pensata e realizzata da Legambiente Capannori e piana lucchese in collaborazione con tre istituti del territorio. Si chiama Classe per l'ambiente e nella migliore tradizione dell’associazione dal cigno verde avrà come protagonisti indiscussi gli studenti: i volontari “in maglietta gialla” saranno presenti sui banchi di scuola due/tre volte al mese, sino al termine dell’anno scolastico, per tenere lezioni di educazione ambientale e costruire insieme agli insegnanti un percorso continuativo di formazione.


“Il mondo della scuola è da sempre l'interlocutore privilegiato delle nostre attività – afferma il presidente Giordano Del Chiaro –, ma la novità dell'iniziativa consiste nell'essere riusciti a concretizzare una proposta del ministero dell'ambiente sinora inattuata a livello nazionale: trasformare l'educazione ambientale in una vera e propria materia di studio per i ragazzi delle scuole primarie e secondarie. In questo è stato fondamentale il sostegno e l’apporto dei docenti”.
Il nuovo progetto scolastico, che proseguirà fino a giugno, riesce a sviluppare la connessione tra apprendimenti disciplinari, costruzione di competenze trasversali e formazione alla cittadinanza attiva. Le lezioni verteranno su attuali e differenziati temi di politica ambientale, a seconda del percorso educativo prescelto dalle insegnanti ed inerente con il programma scolastico: agricoltura, orti e alimentazione oppure raccolta differenziata e seconda vita dei materiali.
Quattro classi di studenti, quindi, la I E della scuola media L.Nottolini di Lammari, la seconda A e B della scuola media di Camigliano e la terza A della scuola elementare A. Del Fiorentino di Capannori saranno impegnati nell’apprendere il modello dell'economia circolare, l'importanza dell'agricoltura biologica e di una corretta alimentazione, la biodiversità, il sistema di compostaggio dei rifiuti organici, il percorso di riciclo dei rifiuti dopo la raccolta differenziata.
“Grazie alla Classe per l’ambiente – aggiunge il direttore Maria Cristina Nanni - siamo riusciti a dare continuità ai momenti di formazione in materia ambientale, finora costanti in occasione delle nostre iniziative, ma pur sempre episodici; la frequenza delle lezioni ci consentirà soprattutto di verificare i risultati dell’apprendimento e di concentrarci su entrambi gli aspetti della materia, teorico e pratico. Sarebbe opportuno che anche il governo statale si orientasse in questa direzione”.

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